Da Wikipedia
Nel 2045 la Terra è un pianeta sovrappopolato e inquinato, in cui la maggior parte degli individui vive in stato di indigenza e le fonti energetiche sono quasi del tutto esaurite. L'unico svago per le persone comuni è OASIS, un mondo virtuale ideato dal programmatore James Halliday a cui si può accedere gratuitamente grazie a un semplice visore e a un paio di guanti aptici.
Alla morte di Halliday si scopre che ha lasciato in eredità il suo mondo virtuale (che vale miliardi di dollari) alla prima persona che riuscirà a risolvere una serie di indovinelli e giochi di intelligenza disseminati nell'universo di OASIS. Milioni di persone (soprannominati Gunter) decidono di cimentarsi nell'impresa, e fra questi c'è Wade Owen Watts, un diciottenne nerd sovrappeso appassionato di videogames, giochi di ruolo e della cultura degli anni ottanta in generale.
Wade ha un vantaggio rispetto a molti Gunter : è cresciuto nel mito di Halliday, conosce tutto della sua vita e dei suoi gusti personali, e questo potrebbe rappresentare un grosso vantaggio per la risoluzione degli intricati enigmi. Ma l'opportunità di mettere le mani su OASIS ha attirato anche la IOI, una potente multinazionale pronta a tutto pur di vincere la sfida
Libro di circa 600 pagine ma che si legge in pochissimo tempo perché la lettura è semplice, fluida, e la storia è appassionante.
La storia è appunto quella di un mondo futuro, anche se non lontanissimo, in cui il virtuale prende il sopravvento. E' il luogo dei sentimenti, dei sogni, delle realizzazioni, delle possibilità che non si riescono più a trovare nel reale.
La forza di questo scollamento è raccapricciante Non è descritto sottolineandolo con toni drammatici e all'inizio me ne sono anche sorpresa, ma poi tutta la storia in realtà è basata su questo, quindi ho apprezzato anche la mancanza di toni da "fine del mondo" visto che lo stava raccontando con i fatti.
Io gli anni 80 li ho vissuti poco prima dell' adolescenza e non ho mai amato molto la musica straniera, ma nonostante questo i riferimenti ai miei ricordi erano tantissimi e tantissimi mi han fatto sorridere
Dell' Atari ricordo ancora la pubblicità e del commodor 64 la schermata con il cursore lampeggiante E LE CASSETTE mi rimarranno nel cuore a vita
Come la frustrazione di non aver mai finito impossible mission :o)
Mi sono fermata a riflettere sul perché della scelta di evidenziare così tanto gli anni '80
Probabilmente sono l'ultimo decennio con un'identità forte e facilmente individuabile e allo stesso tempo l'ultimo periodo fatto di giochi all'aperto, di feste passate fra il gioco della bottiglia e strega di mezzanotte.
Poi internet è diventato alla portata di tutti, le nuove generazioni ci sono nate dentro e tutto è cambiato molto, molto velocemente
Sono tra quelle che amano e sfruttano il web, ma sono innegabili i lati negativi, l'abuso e l'utilizzo criminoso, la perdita di tantissime abitudini sane, e la difficoltà di rapportarsi con gli altri senza che ci sia uno schermo a filtrare le nostre azioni ed emozioni.
Questo è il sottotesto di tutto il libro, che "senti" anche mentre segui a fiato corto gli eventi dei protagonisti.
Nella parte finale mi ha ricordato moltissimo 1984, e con gusto
Controlli, superpoteri, corruzioni e la grande potenza che muovi le vite come fossero burattini
Anche il finale mi è piaciuto
Buonismo al punto giusto, che comunque volevo e mi aspettavo, ma qua e là qualche perdita non da poco
Il riscatto dei deboli mi fa sempre molto piacere, almeno che esista su carta!
Ecco, avrei evitato la parte "sentimentale" che non aggiunge nulla, anzi , al massimo rafforza la teoria che innamorarsi in virtuale sia sinonimo di innamorarsi nella realtà, teoria che non mi ha mai convinta del tutto
Ho sentito parlare di una prossima trasposizione cinematografica, e credo il libro sia nato già con quest'idea
In parte lo spessore del libro ne ha perso, ma mi incuriosisce molto la possibilità del film
