domenica 15 marzo 2015



Da Wikipedia

Nel 2045 la Terra è un pianeta sovrappopolato e inquinato, in cui la maggior parte degli individui vive in stato di indigenza e le fonti energetiche sono quasi del tutto esaurite. L'unico svago per le persone comuni è OASIS, un mondo virtuale ideato dal programmatore James Halliday a cui si può accedere gratuitamente grazie a un semplice visore e a un paio di guanti aptici.
Alla morte di Halliday si scopre che ha lasciato in eredità il suo mondo virtuale (che vale miliardi di dollari) alla prima persona che riuscirà a risolvere una serie di indovinelli e giochi di intelligenza disseminati nell'universo di OASIS. Milioni di persone (soprannominati Gunter) decidono di cimentarsi nell'impresa, e fra questi c'è Wade Owen Watts, un diciottenne nerd sovrappeso appassionato di videogames, giochi di ruolo e della cultura degli anni ottanta in generale.
Wade ha un vantaggio rispetto a molti Gunter : è cresciuto nel mito di Halliday, conosce tutto della sua vita e dei suoi gusti personali, e questo potrebbe rappresentare un grosso vantaggio per la risoluzione degli intricati enigmi. Ma l'opportunità di mettere le mani su OASIS ha attirato anche la IOI, una potente multinazionale pronta a tutto pur di vincere la sfida

Libro di circa 600 pagine ma che si legge in pochissimo tempo perché la lettura è semplice, fluida, e la storia è appassionante.
La storia è appunto quella di un mondo futuro, anche se non lontanissimo, in cui il virtuale prende il sopravvento. E' il luogo dei sentimenti, dei sogni, delle realizzazioni, delle possibilità che non si riescono più a trovare  nel reale.
La forza di questo scollamento  è raccapricciante                                                                                   Non è descritto sottolineandolo con toni drammatici e all'inizio me ne sono anche sorpresa, ma poi tutta la storia in realtà è basata su questo, quindi ho apprezzato anche la mancanza di toni da "fine del mondo" visto che lo stava raccontando con i fatti.
Io gli anni 80 li ho vissuti poco prima dell' adolescenza e non ho mai amato molto la musica straniera, ma nonostante questo i riferimenti ai miei ricordi erano tantissimi e tantissimi mi han fatto sorridere
Dell' Atari ricordo ancora la pubblicità e del commodor 64 la schermata con il cursore lampeggiante E LE CASSETTE mi rimarranno nel cuore a vita
Come la frustrazione di non aver mai finito impossible mission :o)
Mi sono fermata a riflettere sul perché della scelta di evidenziare così tanto gli anni '80
Probabilmente sono l'ultimo decennio con un'identità forte e facilmente individuabile e allo stesso tempo l'ultimo periodo fatto di giochi all'aperto, di feste passate fra il gioco della bottiglia e strega di mezzanotte.
Poi internet è diventato alla portata di tutti, le nuove generazioni ci sono nate dentro e tutto è cambiato molto, molto velocemente
Sono tra quelle che amano e sfruttano il web, ma sono innegabili i lati negativi, l'abuso e l'utilizzo criminoso, la perdita di tantissime abitudini sane, e la difficoltà di rapportarsi con gli altri senza che ci sia uno schermo a filtrare le nostre azioni ed emozioni.
Questo è il sottotesto di tutto il libro, che "senti" anche mentre segui a fiato corto gli eventi dei protagonisti.
Nella parte finale mi ha ricordato moltissimo 1984, e con gusto
Controlli, superpoteri, corruzioni e la grande potenza che muovi le vite come fossero burattini
Anche il finale mi è piaciuto 
Buonismo al punto giusto, che comunque volevo e mi aspettavo, ma qua e là qualche perdita non da poco
Il riscatto dei deboli mi fa sempre molto piacere, almeno che esista su carta! 
Ecco, avrei evitato la parte "sentimentale" che non aggiunge nulla, anzi , al massimo rafforza la teoria che innamorarsi in virtuale sia sinonimo di innamorarsi nella realtà, teoria che non mi ha mai convinta del tutto 

Ho sentito parlare di una prossima trasposizione cinematografica, e credo il libro sia nato già con quest'idea
In parte lo spessore del libro ne ha perso, ma mi incuriosisce molto la possibilità del film


E' una buona notizia solo in parte...ma vediamo il bicchiere mezzo pieno!


PIACENZA - Sempre più spesso accade che chi ruba, soprattutto generi di prima necessità, lo faccia per indigenza e per lo stato di bisogno in cui si trova. A Piacenza è accaduto due volte in poche ore e a saldare il conto ci hanno pensato i poliziotti di tasca propria. Il primo caso riguarda un senzatetto piacentino, sorpreso dal personale di sicurezza di un supermercato vicino alla stazione mentre tentava di andarsene dopo aver nascosto alcuni generi alimentari. "Ho fame e non so come fare" ha detto l'uomo ai poliziotti, che erano stati chiamati al 113. Gli agenti, d'accordo con il direttore del supermercato, non lo hanno denunciato, ma lo hanno portato in un fast food e gli hanno offerto il pranzo. Molto simile la vicenda di un piacentino di 51 anni sorpreso dalla polizia dopo aver scavalcato di notte la recinzione di un supermercato. Al loro arrivo i poliziotti lo hanno trovato mentre rovistava nei cassonetti alla ricerca di cibo o di qualche alimento scaduto. Anche in questo caso hanno compreso la sua situazione e l'uomo non è stato denunciato. Pochi giorni fa, a Reggio Emilia, un'anziana signora ha rubato delle "maglie della salute" per proteggersi dal freddo da un negozio. Dopo averla scoperta, il titolare ha chiamato i carabinieri, i quali hanno capito la situazione e hanno evitato di denunciarla, preferendo invece chiamare il figlio a saldare il debito.

Parlo di notizia buona solo in parte perché sono sempre più sconfortata da questo nostro periodo storico, politico, economico.
La crisi c'è, ma molto è anche l'effetto della strumentalizzazione
Mi sembra, tetramente, che questo ci abbia portato ad una paura egoistica che ci rende sempre più chiusi e ciechi.
Non si spartisce nulla perché ci sembra costantemente di aver poco, e che quel poco sia anche a rischio
Ecco perché casi come questo mi fanno bene
La legge è legge e va rispettata, ma mi da speranza che non sempre si dimentichino le leggi dell'anima e della comprensione

-mò-

giovedì 30 ottobre 2014

La macchina del tempo - H.G. Wells

Non esiste intelligenza là dove dove non esiste mutamento né necessità di mutamento





La Macchina del tempo parla di un uomo che intraprende, appunto, un viaggio attraverso il tempo.  ​Il romanzo è scritto a fine 800​ e per il lettore è un tuffo nel passato o anche quello che per il protagonista è l'oggi, il viaggio inizia da qui..
Romanzo piccino , o forse no, lungo esattamente il tempo di immergersi totalmente nella storia, di incuriosirsi e riflettere su tutto l'aspetto sociologico che di fondo ci vuol raccontare.
Il dubbio sempre attuale che l'evoluzione sia invece un'involuzione, e che il nostro sia un cammino verso l'autodistruzione
Mi è piaciuto molto, penso proprio che leggerò anche i successivi!
Certo, l'idea dell'autore parte da una società diversa dalla nostra, ma in fondo le considerazioni restanoile stesse anche con il cambiare dei secoli
Mi ha affascinato molto il concetto fondamentale secondo il quale è la necessità a sviluppare intelligenza e  capacità
Concetto non nuovo, ma espresso meravigliosamente, anche se con epiloghi non proprio positivi...

mercoledì 22 ottobre 2014

L'ultimo segreto di Tesla


Con interessante astuzia si è riusciti a legare una trama avvincente con la reale storia di uno dei più straordinari e boicottati geni degli ultimi secoli.

Sarà l'alone di mistero che lo avvolge o le sue scoperte gelosamente custodite sotto brevetti, ma ho adorato subito questo personaggio, non appena ne sono venuto a conoscenza.

Entro in libreria e non posso fare a meno di sbirciare il "suo" reparto.
L'ultimo segreto di tesla... è l'ultimo regalo che ho fatto alla mia libreria




Ah... non l'ho ancora finito, ma 150 pagina se sono volate in pochi giorni.

ReMo






Joe Cipolla - un must per la carne.


Io sono carnivoro, l'ammetto. E sì, vado contro la tendenza della moda del momento. 
E si, adoro questo posto a Milano. 


Rigorosamente USA Choiche con filetti di melanzana.


ReMo









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